mercoledì 11 marzo 2009

Ricordando C.T.


La scorsa settimana stavo lavorando con il computer e pensavo a un imminente appuntamento che avrei avuto in Piazza Castello. Di colpo ho ricordato gli anni del liceo, il Parco Sempione e  C.T. Immediatamente mi sono gettato su Google in cerca di tracce di quel mitico personaggio che in tanti abbiamo vissuto con sincero affetto. Sicuramente sono in molti a non sapere chi era C.T. e le ragioni per cui un vagabondo dovrebbe essere così famoso.
Negli anni 70 chi si fosse avvicinato al Castello Sforzesco avrebbe notato una serie di scritte che comparivano sull'asfalto della passeggiata che traccia il perimetro della fortezza; erano state realizzate con la vernice bianca e un pennello e tutte portavano la firma C.T.. Sicuramente se avesse fatto un giro nella zona avrebbe incontrato un signore con tre cani e un grande triciclo decorato da scritte contro la "Chiesa Assassina".  Con ogni probabilità avrebbe incontato C.T., al pari degli oratori dello Speakers' Coner impegnato a urlare la pericolosità del "raggio ultravioletta", la famosa onda con cui la chiesa aveva ucciso migliaia di persone in Italia.
C.T. - all'anagrafe Carlo Torrighelli - era una persona innocua: la gente nella maggior parte dei casi sorrideva e passava oltre. Ma lui aveva il suo lavoro: ogni giorno ripassava con la vernice le sue scritte intorno al Castello e quindi partiva con i comizi e le invettive contro la chiesa e l'onda che uccide. Torrighelli non era pericoloso, era un povero pensionato, ex marmista, classe 1909, letteralmente ossessionato dalle emissioni vaticane.
Nessuno gli dava retta, tutti pensavano che fosse un povero pazzo (e a dire il vero anche noi lo credevamo). Il 4 novembre 1983 C.T. si spense in silenzio nel piccolo appartamento che il Comune di Milano gli aveva offerto. Il silenzio piombò sull'onda assassina e le sue scritte sbiadirono lentamente, fino a perdere il loro significato; il tempo cancellò tutto ma non il ricordo di C.T., delle sue invettive e della sua determinazione.
Pensai a lui tante volte, e come me lo fecero tanti altri e ora che ho provato a cercarlo ho scoperto che siamo in tantissimi a ricordarci di questo strano eroe. Su Facebook esiste addirittura un gruppo di ammiratori che vanta oltre 800 iscritti. Gli sono state anche dedicate delle canzoni (le potete ascoltare selezionando i due video qui sotto). Ora vorrei tanto potergli parlare, vorrei dirgli. "Carlo, lo sai che avevi ragione: la chiesa uccideva davvero con l'onda e lo hanno detto anche i giornali, riposa in pace.....".



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2 commenti:

  1. Vinz questa è una chicca. ho fatto in tempo a vedere la scritta. Ma C.T. se ne era già andato...

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  2. grazie vinz, un mattoncino in più nel mio zainetto.
    e per quanto riguarda invece i video postati, i tekapi sono davvero bravi, conosco il pianista e dal vivo meritano veramente! un abbraccio

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